Camorra. Colpo al clan dei Muzzoni, 6 di loro in carcere

Tre dei soggetti erano già detenuti per altra causa

Caserta – Nella prima mattinata, nelle province di Caserta, Avellino, L’Aquila e Oristano, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile   della Compagnia di Sessa Aurunca hanno dato esecuzione a un provvedimento cautelare in carcere, emesso dal GIP presso il Tribunale di Napoli, su conforme richiesta della locale Procura Distrettuale Antimafia, nei confronti di 6 soggetti (3 dei quali già detenuti per altra causa) indagati per il reato di associazione di tipo mafioso.

Il provvedimento recepisce gli esiti di un’articolata attività d’indagine, condotta tra il mese

di novembre 2011 ed aprile 2014, in merito alle attività criminose poste in essere da soggetti appartenenti al clan camorristico degli Esposito cd. “Muzzoni”, storicamente operante sui territori di Sessa Aurunca, Cellole e Baia Domizia e la cui esistenza è attestata dalla sentenza di condanna emessa il 26.05.1998 della Corte di Appello di Napoli che riconosce il ruolo di capo clan ad Mario Esposito che costituì un’organizzazione   di tipo familiare in quanto composta dai parenti più stretti e dagli amici più fidati dell’Esposito

Nella circostanza, a seguito di un atto intimidatorio commesso da alcuni sodali con l’utilizzo di armi da sparo nei confronti di un commerciante della zona, le indagini dei Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Sessa Aurunca, sotto la direzione dei Magistrati   della DDA di Napoli, consentirono di individuare gli esecutori materiali dell’attentato a seguito del quale uno dei responsabili decideva, di li a poco, di collaborare con la giustizia. Nel corso delle successive indagini vennero rinvenute e sequestrate le armi utilizzate dal gruppo anche per la commissione di altri atti intimidatori.

Gli spunti offerti dalle dichiarazioni di collaboratori di giustizia e le ulteriori attività investigative consistite in attività tecniche di intercettazione, servizi di OCP e riscontri, hanno consentito di confermare l’ipotesi accusatoria circa l’operatività sino ai giorni nostri della  consorteria criminale degli Esposito dedita  principalmente alla commissione di attività estorsive.

Come riportato dal GIP nel  provvedimento   cautelare,  le  indagini  hanno  permesso   di appurare:

–   l’esistenza di un’associazione   armata di tipo mafioso riconducibile  al clan camorristico degli Esposito, cd. “Muzzoni”;

–   la  commissione   di  13   estorsioni,  perpetrate  con  il  metodo  mafioso  nei  confronti  di imprenditori  e commercianti  della zona, finalizzate  alla riscossione  della cd. tangente  o “regalo per il clan” e al controllo delle attività commerciali;

–   il  favoreggiamento   della  latitanza  di  due  esponenti  di  vertice  del  clan  ricercati   per omicidio, per associazione di tipo mafioso ed estorsione;

–   la commissione  di una serie di atti intimidatori realizzati  attraverso I ‘utilizzo  di armi da sparo e mediante atti incendiari nei confronti di attività commerciali ed abitazioni private. Nelle  dinamiche  criminali  ricostruite  dagli  inquirenti  è  emersa  chiaramente  la  struttura organizzativa del clan che, come detto, è di tipo familistico essendo quasi tutti gli esponenti legati da stretti vincoli di sangue. All’interno del sodalizio erano ben definiti i ruoli ed i compiti assegnati agli affiliati, come ad esempio la custodia degli elenchi dei soggetti taglieggiati e l’affidamento della gestione della cassa per il sostentamento delle famiglie degli affiliati reclusi.

Si comunica che la direzione delle indagini di cui all’odierna esecuzione di 6 ordini di custodia cautelare in carcere da parte dei Carabinieri della compagnia di Sessa Aurunca è stata coordinata dai Magistrati della DDA di Napoli, Procuratore Capo Giovanni Colangelo, Procuratore Aggiunto Giuseppe Borrelli e dai Sostituti Alessandro D’Alessio e Catello Maresca